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domenica 5 ottobre 2014

Primo evento della nuova stagione ed è già vittoria

Sabato 4 ottobre gli OLD BLACKS giocano le prime partite della stagione al secondo trofeo Okto Beer.
Ottimamente organizzato dai Babbyons (grazie, Abo!) il torneo ha visto la partecipazione di 8 squadre tra lombarde, piemontesi e laziali

Con due pareggi e una vittoria gli Old Blacks guadagnano il diritto a giocare la finale contro i padroni di casa.

I Vecchi Neri si aggiudicano l'ambito trofeo vincendo di misura sui Babbyons negli ultimi minuti, dopo una partita sempre sul filo del rasoio.
Unico neo della giornata una frattura di un babbyone, cui vanno gli auguri di tutti gli altri giocatori.

Terzo tempo decisamente vivacizzato dalle prestazione degli Highlanders di Torino, che si sono distinti non solo per i propri kilt !

Ci si vede l'anno prossimo.

lunedì 12 maggio 2014

QUINTO TORNEO DEL PAPPAGALLO - 7 giugno


 Ferve l'attività in vista del quinto trofeo del Pappagallo, che comincerà alle 14 (inizio partite alle 15) per concludersi in nottata dopo il Terzo Tempo di rito.

Purtoppo i nostri amici francesi per motivi interni non hanno potuto confermare la propria presenza, ma contiamo che l'evento sia comunque memorabile (speriamo che almeno quest'anno non venga mantenuta la tradizione di tempesta tropicale sul milanese !)

Se qualcuno - singolo (purchè over 35 e iscritto FIR) o squadra - desidera partecipare, ci contatti a


oppure al telefono

347.5759357 Martino
335.1366787 Omar

e vedremo cosa si può fare.....









martedì 25 marzo 2014

TRASFERTA FRANCIA



Si scaldano i motori per la trasferta di fine marzo in terra di Francia.
Un nutrito gruppo di giocatori OldBlacks sarà impegnato in una intensa due-giorni di km, gioco, bevute e terzi tempi a Rumilly (Alta Savoia).

Purtroppo Franco, il principale organizzatore della trasferta in Francia (probabilmente nella speranza di scaricare un po di tensione contro I transalpini, non potendo farlo sulla moglie francese, per motivi legali e perché lui le prenderebbe da lei) non potrà giocare.
Si e' infatti infortunato sabato scorso, confermando così la nefasta tradizione che vede gli organizzatori di trasferte all'estero farsi male prima del viaggio da loro stessi organizzato (vero, Frank di Malta) ? 

Temiamo che, per scaramanzia, nessuno si offrirà più volontario per organizzare trasferte in terra straniera...

martedì 23 aprile 2013

OLD BLACKS - OLD RUGBY BERGAMO 1950


Per la serata di venerdì erano previsti forti temporali sul campo di via Reis  Remoli  a Settimo Milanese , ma gli “DEI del RUGBY” volevano vedere una bella partita.  Forse per questo motivo, hanno deciso di annaffiare abbondantemente il campo prima dell’incontro, con un forte quanto breve temporale.

Alle 20:00 il campo è pronto per consentire alle due squadre di giocarsi il risultato, su un terreno morbido e perfetto.

Il Bergamo e gli Old Blacks si incontrano per la prima volta, e l’occasione non è di quelle “normali”.  La posta in palio è  veramente importante, la vincente raggiungerà la vetta della classifica del I° festival del Rugby old lombardo. 

Ambedue le compagini sono uscite vincenti dal difficilissimo campo del Monza e quindi l’incontro del 19 aprile ha un peso molto importante.

I giocatori lo sanno e lo temono. 

Verso le 19,30 i primi Old Blacks si affacciano nello spogliatoio. Le solite battute, i soliti riti scaramantici facevano presagire ad un normale incontro amichevole, ma basta guardarli con attenzione per capire che la tensione è alta e la partita importante. 

Un ora prima del fischio d’inizio, sono una ventina i giocatori orobici che giungono al campo di Settimo Milanese.  Per nulla intimoriti,  ma pronti e disposti a giocare un incontro di alto livello. 

Dopo pochi minuti ed i controlli dell’arbitro, i giocatori delle due squadre iniziano le tipiche procedure di riscaldamento. Una corsetta leggera, un po’ di stiramenti, un paio di passaggi. 

A dieci minuti dall’inizio Valentino, l’allenatore degli Old Blacks, raduna i suoi giocatori e comunica la formazione. Ma, cosa più importante, prepara la squadra alla partita, ricordando a tutti che stanno per disputare un incontro molto equilibrato e che un singolo episodio può cambiare l’esito ed il risultato.

Mai previsione fu più azzeccata. 

LA CRONACA DELLA PARTITA

Alle 21:00 la partita, suddivisa in tre tempi da 20 minuti, ha inizio.
Durante i primi venti minuti, gli Old Blacks chiudono i giocatori del Bergamo nella loro metà campo, senza però riuscire a sfondare la forte e compatta difesa orobica. Il gioco è abbastanza corretto ed i giocatori si affrontano con coraggio. 

Ma la tensione è alta e Valentino si vede costretto ha sostituire uno dei suoi vecchi neri per eccesso di nervosismo ed palese emulazione lamento-calcistica. La  partita prosegue secondo copione con un equilibrio costante tra le due forze contrapposte. 

Il secondo tempo vede il Bergamo affacciarsi nella metà campo avversaria, ma i tentativi di penetrazione dei trequarti orobici si spengono contro la linea difensiva degli Old Blacks. 

Nella breve pausa tra il secondo e l’ultimo tempo, le due squadre si radunano attorno alle proprie panchine, cercando la giusta motivazione e la forza per conquistare quel risultato al quale tanto ambiscono. 

Alcuni Old Blacks, con più esperienza, cominciano a confabulare su strategie di attacco, movimenti difensivi, rimesse laterali e altre questioni tecnico tattiche. Ma Valentino li zittisce tutti, ricordando quanto aveva detto prima della partita: <<Un episodio può cambiare tutto…>> quindi <<quello che serve è concentrazione, costanza e soprattutto CATTIVERIA>>. 

La cattiveria di cui parla “IL VALE” è quella che ti permette di spostare tre uomini a pochi metri dalla meta, quella che ti permette di fermare chiunque, quella che non ti fa sentire il dolore e la stanchezza…

È giunto il momento di  trovare, nella propria anima, quella forza che negli ultimi minuti e negli ultimi metri si trasforma in CATTIVERIA POSITIVA, QUELLA FORZA CHE SOLO LE SQUADRE VINCENTI HANNO. 

Tutti i Vecchi Neri capiscono che giocare bene non basta per vincere contro una squadra, forte ed organizzata, come il Bergamo.  Tattiche ed esperienza non sarebbero state più sufficienti. 

L’ultimo tempo ha inizio, ma nulla sembra presagire ad un cambio di ritmo, le due squadre si affrontano senza paura, ma l’equilibrio è ancora sovrano in campo. 

Ormai in panchina qualche Old Black inizia a borbottare..<<in fin dei conti un pareggio non è male>>, <<la squadra ha comunque giocato bene>>, <<il venerdì sera siamo stanchi, e mancano gli infortunati>>…..

Ma è proprio mentre tutto sembra scritto e deciso, che arriva quella forza tanto implorata da Valentino…

Mancavano 7 minuti al termine.  A metà campo l’ing riceve un pallone e con una CATTIVERIA POSITIVA INAUDITA si crea un varco abbattendo tre giocatori avversari. Come possa farlo e dove trovi la forza nessuno lo capisce. Tutti, a bordo campo, urlano e incitano. Ormai l’Ing è lanciato verso la linea di meta,… è solo….

Ma si sa che i bergamaschi non si arrendono con facilità.. anche loro conoscono il concetto di CATTIVERIA POSITIVA, ed è  proprio a pochi metri dalla linea di meta che un giocatore orobico, con una “francesina” perfetta, riesce a toccare in tuffo la caviglia sinistra dell’ing facendolo cadere al suolo. 

Le grida si fermano, un silenzio tombale avvolge il campo di gioco e nelle menti di tutti si affaccia la parola PAREGGIO ….Ma in una frazione di secondo…tutto questo viene spazzato via dal grido << MIA!!! MIA!!! MIA!!!...>> ..è Mario Colla, che raccoglie il pallone da terra e finisce il lavoro.. Sfonda le ultime difese bergamasche ed appoggia la MALEDETTA OVALE oltre la linea di meta…

Ormai sono pochi i minuti che mancano alla fine del match, e il tempo non è sufficiente per consentire al Bergamo di reagire e cercare di pareggiare i conti. 

L’incontro finisce con il risultato di 1:0 per la squadra locale.

SI DICE….

Qualcuno racconta che la CATTIVERIA POSITIVA fu concessa agli OLD BLACKS da quegli stessi “DEI DEL RUGBY” che avevano preparato il campo e che volevano vedere una bella partita.
Come sia veramente andata e come la raccontino non importa molto, ma si può confermare, che al fischio finale dell’arbitro, i giocatori del BERGAMO e degli OLD BLACKS sapevano di aver giocato una grande partita.

NOTE:
La serata si è conclusa con un simpatico terzo tempo …TRA AMICI E BIRRE E e soprattutto ricordando che tra breve ci sarà la rivincita….

MAN OF THE MATCH – OLD BLACKS: Diego Berto per la continuità dimostrata in campo (infatti non si è spettinato neppure un momento…)

domenica 9 dicembre 2012

Oh Bej Oh Bej Obesi - 7 dicembre 2012



Turnee de Sant Ambröeus (7 Dicembre 2012)

In primo luogo vorrei rassicurare i vichinghi presenti nelle schiere degli Old Blacks: il 7 dicembre la squadra non è partita per delle esibizioni all'estero, ha semplicemente giocato a Settimo Milanese, contro i Babbyons e i Chickens.

OMAR TM è NASCOSTO SOTTO LA NEVE
Il campo "5 Aceri" si è preparato dal pomeriggio ad accogliere le squadre con una abbondante nevicata e l'accensione dei riflettori ha illuminato un campo completamente imbiancato, circondato da un bosco imbiancato, in cui non potevano spiccare nemmeno le panchine, a loro volta imbiancate. 
E per fortuna che le divise delle squadre erano rispettivamente nere, verdi e gialloverdi, diversamente qualche giocatore incanutito avrebbe goduto dell'immenso vantaggio del mimetismo…. (passatemi sta kzzt!).

Al momento dell'ingresso in campo i nostri hanno fornito interpretazioni assolutamente personali della tenuta sociale, chi indossando pantacollant, chi preferendo ricorrere a maglioncini manica lunga, altri con le immancabili kway cinesi marchiate "falegnameria Carvas" o "officina Nuovasuma"; si è visto perfino un caschetto che non riusciva del tutto a mascherare un colbacco. Due soli giocatori hanno mostrato rispetto per la maglia e per il gioco del rugby, presentandosi in pantalone corto e gamba nuda, così come le braccia:
il grande ING. e il cav.granduff.ducaconte.allenaimperatore Valentino IV.

La prima partita ha visto gli Old Blacks contrapposti ai Babbyons. 

Ingresso in campo ritardato, poiché l'arbitro, dopo aver spiegato le consuete regole del torneo, è stato subissato da una quantità di domande conseguenti alle insolite condizioni ambientali: "ma nella rack si può erigere una barriera di neve?" "la palla di neve nell'occhio è fallo?" "se il giocatore placcato resta congelato con la palla attaccata alla mano, si può strappare anche la mano?" "in touche mezzo metro di neve sotto i tacchetti è considerata ascensore?" Esaurito l'effetto delle creme canforate che qualcuno ha assunto per via orale, finalmente le squadre sono entrate in campo.

La neve attutisce i rumori, ma non ha merito nell'emozione e nella solidarietà del minuto di silenzio che le squadre hanno voluto tributare alla recente scomparsa del babbo di Mario, reso ancor più suggestivo dalla distesa immacolata e dal muto vapore del respiro dei giocatori.

Ed è questa comunione, oltre ai severi allenamenti di Valentino, che ha spinto la squadra costantemente in attacco nel primo tempo, alla continua conquista di metri; e chissà che festa, lassù, quando a metà del primo tempo, proprio Mario ha chiuso in meta un'azione iniziata sul lato sinistro e conclusa tra i pali! Nel secondo tempo la situazione si è riequilibrata a i Babbyons ci hanno costretti a mostrare più volte la solidità della nostra difesa; il risultato non è comunque cambiato e il finale dunque uno a zero. 

Mentre gli Old Blacks si rintanavano nel caldo degli spogliatoi, nella tundra di Settimo i Chickens vincevano per 3 a zero contro i Babbyons, grazie all'innesto di Ferolla, risultato determinante per il risultato e dunque conseguentemente cazziato dai compagni di squadra perché la missione affidatagli era in realtà quella di contenere il risultato. 

Il rientro in campo dopo la pausa è stato galvanizzato dal profumo delle salamelle che iniziava a diffondersi sul terreno di gioco.

Dura battaglia, con continui capovolgimenti di fronte. La scivolosità della palla non ha consentito la concretizzazione di qualche pregevole scambio da parte nostra; per contro un paio di volte si è vista un'ala avversaria lanciata verso la nostra area di meta, ma in entrambi i casi è scomparsa in un turbinio di neve, e solo quando questa si è posata si è visto che era in realtà la conseguenza di un placcaggio in scivolata del nostro Mario ( in entrambe le occasioni si è rivolto ai compagni con il cortese invito "si ma porca tr… non lasciateli andare via così kzz!!!").

Ed è così che la seconda partita degli Old Blacks si è conclusa con un pareggio senza mete.


Sia per la meta realizzata, che per la costante spinta in attacco e sicuramente per un paio di decisivi placcaggi, Mario ha conquistato il titolo di Man of The Match.

Lascio come di dovere i commenti tecnici al nostro emerito allenatore, ma a mio avviso tutta la squadra, senza eccezioni, ha dato il massimo in una serata difficile, sia per il valore degli avversari, sia per le condizioni meteo. 

Non è facile stare in panchina, sotto zero, aspettando di rientrare da un istante all'altro. Non è facile la presa della palla quando le mani sono congelate. Non è facile correre con le dita dei piedi rattrappite. Ma soprattutto, consentitemelo, non è facile stare a guardare e non poter essere in campo con il resto della squadra!

Tutor



lunedì 26 novembre 2012

24 Novembre 2012 - RUGBY MONZA – OLD BLACKS: 2 – 2

Che il Monza temesse la partita lo si poteva immaginare, ma è apparso clamorosamente evidente a tutti quando, arrivati al campo, abbiamo visto non una, bensì due squadre già impegnate in un severo riscaldamento.
 
Nello stesso tempo gli spogliatoi destinati agli ospiti (cioè noi) iniziavano a popolarsi e ad animarsi. L'apertura delle prime borse, con conseguente fuoriuscita di gas saturi, facilitava infatti il dialogo e le discussioni, che si sviluppavano su due filoni tematici:
 
 - i giocatori presenti: la giustificata sfiducia nel rispetto degli elenchi pubblicati tramite posta elettronica richiedeva costanti verifiche. 
La domanda "ma Fabio c'è?" seguita dalla contro domanda "ma Fabio quale?" veniva ripetuta a raffica. La versione con Andrea al posto di Fabio eccheggia tuttora nello spogliatoio. La presenza degli Old Blacks veniva così quantificata prima in 57 giocatori, che precipitavano subito dopo a 12 per stabilizzarsi alla fine di questa altalena in una ventina circa
 
 - l'orario della giornata. I giocatori presenti fornivano venti diverse versioni dell'orario ufficiale. Ecco un esempio di dialogo registrato all'occasione 
 
Giocatore A: dovevamo trovarci alle 11.00 al campo. 
Giocatore B: vuoi una banana?
Giocatore C: si ma quale campo?
Giocatore D: c'era scritto alle 11.00 IN campo
Giocatore E: a me hanno detto che si inizia alle 11.30
Giocatore B: guarda che la banana contiene potassio
Giocatore F: giusto! E' per questo che dovevamo trovarci a Settimo alle 10.30
Giocatore G: non a Settimo, a Cesano Boscone, e non alle 10.30 ma alle 11.00
Giocatore H: drogati! Non leggete le email?
Giocatore B: che kzz! Le banane non le vuole nessuno?

E' così che l'uscita dagli spogliatoi coincide con un doppio mazzo: mentre Tarca impone il ritmo degli esercizi di stretching, prendendo a modello il mitico Gioca Jouer e adattandolo: "spalle! Tittitiritititti …… indietro! 
Tittitiritititti …
MITICO LUCIANONE
" Valentino esprime sottovoce il suo laconico commento "ma non avete ancora capito a che ora si gioca, cioè subito, e non vi siete riscaldati abbastanza e non crediate che basti mangiare una banana per poter affrontare decorosamente una partita su tre tempi". 
Per fortuna l'arbitro fischia l'inizio della partita e così ci si sintonizza tutti sulla stessa lunghezza d'onda: dobbiamo vincere!
Il primo tempo viene giocato prevalentemente nella nostra metà campo, dove la solita superdifesa sbarra ogni strada agli avversari. E come al solito prendiamo una meta a causa di un buco laterale, nel quale si infila l'avversario più veloce! La nostra orgogliosa reazione viene interrotta dal fischio finale. 
 
Partenza del secondo tempo a tappo, con percussioni insistenti e un paio di fughe quasi  inarrestabili, fino a quando Valentino decide di liberarsi anche del quasi e conquista il pareggio. Insistono gli Old Blacks, tutti senza eccezione danno tutto quello che hanno, si avvicinano pericolosi all'area di meta avversaria, e non meritano davvero di subire il 2 a 1 poco prima della 
fine del secondo tempo.
 
Il terzo ed ultimo tempo è giocato da entrambe le formazioni senza esclusione di colpi, e le panchine cominciano ad essere popolate di infortunati. I giocatori superstiti sono un esempio di tenacia e i loro compagni li incitano da fuori. 
 
Fino al momento in cui Big Luciano inquadra in un angolo della sua visuale il grande Ing, e riesce a passargli una palla giusta: non è alta, non è bassa, non è storta, è solo …. GIUSTA! Ing parte in orizzontale, alla propria desta. Scarta un avversario poi improvvisamente ruota di 90 gradi a sinistra e mette il turbo. Un altro avversario cerca di fermarlo, invano. Un paio cercano 
di raggiungerlo, invano! ING realizza così la meta del pareggio, e cerca di riprendere fiato ..invano! 
Qualche azione velenosa è seguita, fino a un "quasi meta" a nostro sfavore, proprio all'ultimo secondo. 
La partita si conclude così sul pari, dopo un'ora di grande divertimento e di buon gioco, condiviso con gli amici di Monza e privo di scorrettezze.

Elementi di contorno:
- banane: 20 banane sono state mangiate dopo la fine della partita. Da 
chiarire il circolo del   
potassio.
- Embolo: si è vociferato di un clamoroso scambio di soprannome da Macrì a 
Tarca.  Dubbi fondati nel parterre. Più probabile che si tratta di una mossa 
del Macrì per attirare attenzione.
- L'uselin de la comare si è posato anche nella Club House del Monza
- Tutor, oltre a stiramento inguinale, ha perso un canino. Incredulità dei 
compagni nell'apprendere che "era buono" ( non finto ).
- Due sole docce funzionanti: una monopolizzata da quel peloso di Boggi e il 
suo Pino Silvestre; lunghe file sotto il secondo rubinetto.
- Man of the match: grande PIUMA!!

Ma soprattutto: 
ILCAPITANOSIE'DIMENTICATODIRECUPERAREILTROFEODIROVIGOCAZZO
 !!!!!
 
Il TuTor  
 
 

domenica 16 settembre 2012

Imola - IV Trofeo Oldies dedicato a Bebo Zanetti,

Si ricomincia...

Prima uscita degli Old Black per la stagione 2012/13 il Torneo Old Bebo Zanetti giocato ad Imola sabato 14 settembre. Ecco la cronaca della giornata scritta dal nostro Dario Ghislandi detto " EL TUTOR"

Giornata perfetta e grande divertimento.

Equipaggi puntuali alla partenza e carovana compatta lungo il percorso. Siamo stati la prima squadra ad arrivare, trovando perfino il tempo per qualche ficolla (piadina fritta) prima di cambiarci.  l'improvviso arrivo di Valentino, che ci ha colti sul fatto e conseguentemente cazziati, ci ha evitato danni maggiori.

L'impianto di Imola è S P E T T A C O L A R E, con due campi di velluto e una struttura di alto livello.
Emozionante il minuto di raccoglimento che ha visto unite tutte le squadre in un abbraccio sincero prima dell'inizio del torneo. 

Abbiamo giocato due partite consecutive, con Ravenna (1-1) e Imola (0-0). Poi mezz'ora di sosta e ultima partita con Cesena, persa 2 -0.

Terzo tempo preceduto da altre ficolle salsiccia e cipolle e birroni, prima di passare al San Giovese che ha innaffiato stufato e fagioli.


OLDBLACKS  indiscutibili dominatori del terzo tempo, con un "USELIN DELLA COMARE" trascinante ed arricchito da seconde voci (Paraponziponzipoò) romagnole e dalla tromba di Luciano; anche se il momento più intenso è stato quando il capitano (che ha impiegato 5 minuti per alzarsi dalla panca e raggiungere il podio) ha sollevato il trofeo e contemporaneamente la maglietta, mettendo in evidenza addominali  di incontenibile consistenza. 

Davvero una bellissima trasferta, che ci siamo goduti solo per l'infaticabile sbattimento del nostro TM. 

Non ho titolo per commentare gli aspetti tecnici, ma i ringraziamenti vanno estesi anche a Valentino, che ci ha ordinati e condotti sia da fuori che da dentro, fecendoci sentire più squadra che mai. 

Grazie comunque a tutti i partecipanti, che mi hanno regalato una giornata fantastica; l'invidia di chi non ha potuto intervenire è assolutamente giustificata! 

EL TUTOR


IFIX TCHEN TCHEN 

domenica 27 maggio 2012

2° Memorial Rugby Old - Lucio Avigo. Brescia

Quello vissuto a Brescia dagli Old Blacks non è stato un sabato felice, visto che  non hanno segnato neppure una meta in tre partite.

Eppur si muove!!!!  ebbene si,  la squadra si muove bene ed inizia a schierasi con ordine in campo.

La forza di questa squadra si è sempre basata sulle qualità dei singoli, che con azioni di forza e velocità hanno spesso risolto la situazione.

Ma la scelta delle ultime settimane è stata chiara e non verrà cambiata, gli Old Blacks vogliono migliorare il gioco e formare una squadra in grado di mostrare un Rugby ordinato e ben giocato. La motivazione è forte, e non saranno le sconfitte a fermare questa nuova fase di crescita.

Ingresso in compo per il match con gli Old Recco
Seguendo questa linea  anche a Brescia, sono stati eseguiti alcuni esperimenti con la formazione.  Il Sirtorone è stato chierato come primo centro e il Bisleoni apertura. Ottima la prestazione di entrambi.

L'unica vera nota stonata è stato l'infortunio del Faina, che ha abbandonato il campo con una caviglia formato mongolfiera...e visto che è l'idraulico ufficiale degli Old Blacks speriamo che non si intasi nessun cesso casalingo per i prossimi 40 giorni (auguri Pino)

Dopo molto tempo si è rivisto Nunzio, il Presidente del Cesano Rugby, accompagnare la squadra e dispensare qualche consiglio a tutti... finalmente si è potuto parlare di Rugby e non solo di organizzazione del Club.

Il torneo nel suo complesso è stato veramente divertente e le squadre si sono divertite passando un pomeriggio ed una serata in compagnia. La Poderosa ha organizzato un ottimo evento che si è concluso con un terzo tempo allietato dalla musica dal vivo...un grazie a loro e al loro impegno.

Un saluto a tutte le squadre partecipanti sia quelle che hanno giocato contro gli Old Blacks sia quelle dell'altro girone.

IFIX TCHEN TCHEN 



domenica 20 maggio 2012

OLD BLACKS - GLI ESPERIMENTI CONTINUANO

Sabato 19 maggio, gli OLD BLACKS, hanno partecipato al 3° Torneo "Veccc e crapon", organizzato dal Seregno Oldiers. 

Nella ridente cittadina brianzola si sono ritrovati i giocatori del Velate, del Rho, degli Old Blacks e del Seregno. La squadra padrone di casa ha schierato tra le sue fila alcuni temerari giocatori della Poderosa Brescia. Il torneo si è concluso con la vittoria del Velate.

Una bellissima giornata di rugby tra partite, ottime salamelle e sopratutto senza in infortuni di rilievo, infatti, molti dei presenti ricordavano un'epica edizione del torneo di Seregno che vide come vera protagonista l'ambulanza ed il suo equipaggio.

Gerry Rasomuro si concentra prima dell'incontro
Gli OLD BLACKS hanno approfittato dell'occasione per schierare una formazione SPERIMENTALE. Ormai non è un più segreto che si stanno preparando per un grande 2012/13 (sempre che il mondo non finisca prima) e quindi via alle masturbazioni mentali dello staff tecnico, tattico e sopratutto alcolico. 

Tra le moltissime novità si è visto Mcree giocare mediano di mischia e Bostik posizionato per la prima volta all'ala, ma la novità che più ha sorpreso i tifosi è stato lo spostanto di Bertos dalla mischia alla linea dei tre quarti. 

Bertos, schierato secondo centro durante la partita con il Velate, ha potuto dimostrare le sue vere qualità di velocista e placcatore.

Bertos, ha poi confermato questa sua attitudine da giocatore dei trequarti, sia durante il terzo tempo, dove è stato visto chiacchirare con alcune signore, sia al ritorno a Cesano dove si è soffermato a parlare con le mamme dei giocatori under 12. 

Logicamente si sono viste anche le difficoltà di questa nuova squadra, ma alcuni segnali importanti confermano che gli Old Blacks sono sulla buona strada.

Mcree e il Faina si sono mandati a Fankulo ma nessuno di loro ha abbandonato il campo e Len l'irlandese (quello vero) ha realizzato la sua prima meta con gli Old Blacks al grido GIVE ME A BEER....COLLLLIONI !!!!

Altra nota positiva riguarda Capitan Spitz che nella sfida tra bevitori di birra ha stracciato i rappresentanti delle altre squadre, colandosi una birra media nel tempo record di 3 secondi netti compreso il leccaggio della schiuma e l'appoggio del bicchiere rovesciato sul capo.

La giornata si è conclusa con un caloroso IFIX TCHEN TCHEN a tutti....

Capitan Spritz umilia gli avversari....